MYKE TYSON

Pubblicato il 01/02/2018


Michael Gerard "Mike" Tyson (Brooklyn, 30 giugno 1966) è un ex pugile statunitense.

Soprannominato Iron Mike, The Baddest Man on the Planet,Kid Dinamitee King Kong, è considerato uno dei migliori pesi massimi nella storia del pugilato.Tra gli atleti più riconoscibili e pagati degli anni ottanta e novanta, nonostante l'altezza non elevata per la categoria (178 cm), grazie alla notevole prestanza fisica è stato uno dei picchiatori più efficaci e temibili nella storia della divisione. Occupa la 16ª posizione della classifica dei "100 più grandi picchiatori di sempre",stilata da The Ring, e la 1ª in quella dei "più grandi picchiatori dei pesi massimi", di ESPN. Sky Sports lo ha nominato "il più temibile pugile di sempre" e descritto come "probabilmente il più feroce lottatore ad aver mai messo piede su un ring".Noto anche per i suoi comportamenti sia dentro che fuori dal ring, è stato giudicato da ESPN il peggior sportivo degli ultimi 25 anni (giudizio di esperti ed amatori). È stato nominato fighter of the year da Ring Magazine nel 1986 e 1988, ed è incluso nella International Boxing Hall of Fame e World Boxing Hall of Fame.

Per allontanarlo da Brooklyn e da un sicuro avvenire fatto di crimini più gravi, Tyson viene destinato al riformatorio per irrecuperabili di Tryon, ed è proprio lì che il destino cambierà il corso della sua esistenza. Tyson a 12 anni aveva già collezionato una trentina di arresti e detenuto in vari riformatori, ma la boxe era ormai la sua passione. Si allenava con grande impegno, tanto che sovente dovevano costringerlo ad andare a dormire. La svolta proprio in questo centro, quando il secondino ed ex-pugile medio-massimo professionista Bobby Stewart, lo notò. Colpito dalla prestanza e dalla straordinaria attitudine alla boxe del piccolo Tyson, Stewart decide di presentare Mike al leggendario Cus D'Amato, allenatore che in passato era diventato celebre per aver tirato su Floyd Patterson (il più giovane campione dei massimi, dal 1956 al 1962, prima dell'era di Mike) nonché Josè Torres detto Chegui, campione dei medio-massimi nel periodo 1965-1966. L'entourage di Cus, annoverava pugili che divennero poi gli allenatori di questo promettente ragazzino. Primo tra tutti Teddy Atlas, che lo allenò dall'80 all'82, ma che lo abbandonò in seguito a dissidi con Cus dovuti all'atteggiamento di Mike stesso. Atlas racconta che se qualcuno dei pugili non si comportava bene a scuola, veniva allontanato dalla palestra per una settimana, ma che per Mike vennero fatte eccezioni. La ragione di tutto ciò, era da ricercare nel fatto che Cus dopo la bruciante sconfitta di Patterson per mano di Sonny Liston, iniziò una lunga ricerca che si concluse non appena vide Mike. Capì immediatamente che le sue ricerche si erano concluse, aveva trovato un predatore, un ex-detenuto con tanta rabbia e determinazione dentro. Teddy racconta: “La prima volta che lo vidi mi trovai di fronte un ragazzino di 12 anni che pesava già attorno agli 80-85 kg, ma senza un filo di grasso. Era tutto muscoli, tanto che fummo costretti a chiedergli il certificato di nascita. Decisi di fargli un provino con Stewart che dovette impegnarsi un po' per tenerlo a bada. Dopo un paio di riprese sanguinava dal naso, era grezzo, si muoveva male; ma aveva dalla sua parte una forza spaventosa. Avevo già deciso di prenderlo, ma lui voleva continuare. In realtà credo volesse solo dimostrarci di essere fortemente motivato, e non lo dico per vantarmi, ma con la sola forza non sarebbe mai diventato un campione del mondo. Occorreva la tecnica. Fin dall'inizio imparò prima di tutto a schivare i colpi degli avversari, visto il grosso handicap dell'altezza. (Mike era alto 178 cm, il più basso peso massimo assieme a Rocky Marciano, ad essere divenuto campione del mondo). Poi imparò a canalizzare la sua devastante potenza”.

Tyson è stato senz'altro un pugile fuori dal comune. Mike possedeva forza e velocità di braccia innate. Cus gli insegnò prima di tutto a schivare i colpi degli sparring, poiché avrebbe sicuramente dovuto affrontare nella carriera pugili quasi sempre più alti di lui. Poi si concentrò nel canalizzare la devastante potenza a sua disposizione con la tecnica, affinandola sempre più. Velocità di busto, gambe, braccia, precisione ed una prontezza di riflessi fuori dal comune sono stati gli ingredienti per un cocktail di successo. Agile e potente nell'esecuzione inoltre, era dotato di una grande capacità nella scelta dei tempi. Notevoli le sue combinazioni in cui schivava il colpo dell'avversario, spesso giocando di busto, per poi affondare il suo (quasi sempre decisivo).

Tyson vinse i suoi primi 19 incontri per KO, 12 dei quali alla prima ripresa.

Spyke Lee ha girato un film su di lui, intitolato “Mike Tyson – Tutta la verità”.